Jacopo Bassano (Bassano del Grappa 1515 circa - 1592) e StudioLA COSTRUZIONE DELL'ARCAolio su tela
cm 119,5 x 170
Provenienza: Collezione privata, Austria; da cui è stato acquistato intorno al 1980 e passato in linea diretta di successione agli attuali eredi. Nel dicembre 2009 acquistato dall'Istituto.
La tela sviluppa nel formato orizzontale, notevole per singolare imponenza, il tema biblico della costruzione dell’arca (Genesi, 6, 14-22). Adirato per la malvagità degli uomini, Dio decise di punirli inondando con il diluvio le terre emerse. Fu misericordioso solo con Noè, che viveva rettamente, e la sua famiglia. Ordinò al patriarca che in quel tempo aveva seicento anni, di costruire un’arca e gli diede istruzioni sulla sua dimensione: lunga 165 metri, larga 27,5 metri e alta 16,5 metri. Nel dipinto dei Bassano i figli vengono raffigurati intenti a segare il legname per la sua costruzione. Noè fece “tutto quello che Dio gli comandò”. Così sette giorni prima che iniziasse la pioggia, Dio ordinò a Noè di andare nell’arca con tutta la sua famiglia e gli animali.
La composizione appartiene alla serie delle quattro tele dedicate alla storia di Noè: la ‘Costruzione dell’arca’, l’’Entrata degli animali’, il ‘Diluvio universale’ ed il ‘Sacrificio di Noè’.
Della prima versione delle storie di Noè si conserva solo il frammento raffigurante il ‘Sacrificio di Noè’ (Walker Art Gallery, Liverpool). La serie completa delle storie di Noè è nota nella sua versione più tarda, ora a quella Kromeriz;, in Boemia, documentata nella collezione asburgica dell’imperatore Leopoldo I a partire da 1667. I dipinti boemi sono stati pubblicati per la prima volta da Arslan nella monografia di Bassano del 1960 (E. Aslan, I Bassano, Milano 1960, I, 146-47 e 169), che li datava intorno al 1574. Frutto della collaborazione di Jacopo e Francesco, secondo Pallucchini e Ballarin (cfr. R. Pallucchini, Bassano, Bologna 1982, p. 50; A. Ballarin, Jacopo Bassano: S. Pietro risana lo storpio, in Pittori Padani e Toscani tra Quattro e Cinquecento, catalogo della mostra, Vicenza 1988, p. 10, la serie di Kromeriz;, per Rearick, manifesta, oltre alla mano di Jacopo, l’apporto di Leandro (cfr. W. R. Rearick, in Jacopo Bassano c. 1510-1592, a cura di B. L. Brown e P. Marini, catalogo della mostra, Bassano del Grappa-Kimbell Art Museum, Forth Worth, Texas, 1993, cat. n. 63-66, p. 414 s.).
Dell’episodio del ciclo di Noè, rappresentato nel dipinto, è conosciuta una replica (già Mildmay collection, Londra), dipinta da Francesco con l’apporto di Jacopo sulla base di un originale interamente eseguito dal maestro e considerato perduto, anche se non è affatto da escludere che quest’ultimo possa identificarsi ipoteticamente con l’opera in esame (per la replica, cfr. W. R. Rearick, in Jacopo Bassano c. 1510-1592, a cura di B. L. Brown e P. Marini, catalogo della mostra, Kimbell Art Museum, Forth Worth, Texas, 1993, cat. n. 63,
p. 414). La replica londinese della ‘Costruzione dell’arca’ è del tutto affine all’esemplare di Kromeriz;, che pur recando la firma di Jacopo Bassano non è da considerarsi del tutto autografo (ca. 1578-79, Arcibiskupsk. Zámek a Zahraóy, Kromeriz;, cm 133 x 187). Per Rearick, oltre alla mano del maestro, si distingue l’apporto di Leandro che si concentra nella vivace gamma cromatica, nel preziosismo dei tessuti, nell’attenzione ai dettagli minuti con cui sono realizzate le suppellettili; tutti aspetti tipici della sua produzione, secondo quanto nota lo studioso.
Della composizione della ‘Costruzione dell’arca’ è nota, tra le altre, una versione di un seguace di Francesco Bassano riferita all’ultimo decennio del Cinquecento (Vienna, Kunsthistorisches Museum, olio su tela, cm 125,5 x 183).